Ringraziamento per punti Fidaty

Il gruppo Caritas di Santa Maria Nascente ringrazia sentitamente tutti coloro che generosamente e prontamente hanno aderito all’iniziativa di donare punti Fidaty.

Oggi siamo riusciti a commutarli in Carte Spesa prepagate, in modo da permettere a chi si rivolge alla nostra Caritas di acquistare anche prodotti freschi.

Con il ringraziamento da parte nostra, vi preghiamo di avvisare di quanto sopra tutte le persone che ciascuno ha coinvolto

Don Mario e la Caritas

Richiesta dalla Caritas parrocchiale

Dalla Caritas parrocchiale ci è stata segnalata la necessità di un fornello elettrico per cucinare da fare avere a una famiglia assistita dalla stessa Caritas. Chi potesse procurarlo, lo faccia avere presso la segreteria della parrocchia.

Celebrazioni del Triduo Pasquale

Carissimi parrocchiani,
in merito alle celebrazioni del Triduo Pasquale ribadiamo l’indicazione di seguire le celebrazioni liturgiche tenute dall’Arcivescovo Mons. Delpini e trasmette sul canale 195:

GIOVEDÌ Santo ore 17.30
VENERDÌ Santo ore 15.00
SABATO Santo ore 21.00

Quanto alla nostra parrocchia, anche nella nostra chiesa parrocchiale – secondo le indicazioni della Diocesi – si svolgeranno i riti pasquali a porte chiuse nei seguenti orari:

GIOVEDÌ Santo, ore 16.30 [scarica il sussidio] [scarica il testo dell’omelia]
VENERDÌ Santo ore 15.00 [scarica il sussidio] [scarica il testo dell’omelia]
SABATO Santo, ore 18.00 [scarica il sussidio]

Le celebrazioni che si svolgono qui in parrocchia, per chi fosse interessato, verranno trasmesse in diretta streaming al seguente link:

https://www.facebook.com/Parrocchia-S-Maria-Nascente-al-QT8-Milano-100990138219336/?eid=ARDw107Eybw9HDLNCsvxJDR60EdTET2IGnh9eEqBgjpg4XYjR8sh7RTr8e9BiRkRbwnWWmzYC1TndAZn

 

Rivedi le celebrazioni della Settimana Santa:

13-04-2020 Lunedì dell’Angelo Celebrazione Eucaristica Lettura Vangelo e Omelia

https://www.youtube.com/watch?v=ZDT_YxaVOy4

 

13-04-2020 Lunedì dell’Angelo Celebrazione Eucaristica

https://www.youtube.com/watch?v=_9ar9Q3Tn2c&t=53s

 

12-04-2020 Santa Messa di Pasqua Lettura del Vangelo e Omelia 

https://www.youtube.com/watch?v=hCIqxkCqANg

 

12-04-2020 Santa Messa di Pasqua Celebrazione Eucaristica

https://www.youtube.com/watch?v=U8AbuB0A-Lg&t=9s

 

11-04-2020 Sabato Santo Celebrazione della Solenne Veglia Pasquale  Lettura Vangelo e Omelia

https://www.youtube.com/watch?v=rMtRw7LS61U&t=47s

 

11-04-2020 Sabato Santo Celebrazione della Solenne Veglia Pasquale  

https://www.youtube.com/watch?v=u-UFKhTvMAw&t=71s

 

10-04-2020 Venerdì Santo Celebrazione della passione e morte del Signore Lettura Vangelo e Omelia

https://www.youtube.com/watch?v=qzHH9ErvISw&t=44s

 

10-04-2020 Venerdì Santo Celebrazione della passione e morte del Signore

https://www.youtube.com/watch?v=0s55gLN8A8s&t=486s

Nota in merito al sacramento della confessione

A tutti parrocchiani e in particolari a quanti chiedono a proposito del sacramento della confessione.

Pubblichiamo qui di seguito le indicazioni del Vescovo al riguardo:

Poiché si verificherà l’impossibilità di celebrare il sacramento della penitenza, per la ragionevole e responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, si ricordi quanto la Chiesa insegna: «Quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con il Signore e con la Chiesa» (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn.1451-1452).

Pertanto, a misura della sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore. Non appena venga meno quell’impossibilità, si cerchi comunque un confessore per la confessione e l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il sacramento non impedisce alla misericordia infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.

Videomessaggio del Santo Padre per la Settimana Santa

 

Ecco il testo del messaggio:

Cari amici, buonasera!
Questa sera ho la possibilità di entrare nelle vostre case in un modo diverso dal solito. Se lo permettete, vorrei conversare con voi per qualche istante, in questo periodo di difficoltà e di sofferenze. Vi immagino nelle vostre famiglie, mentre vivete una vita insolita per evitare il contagio. Penso alla vivacità dei bambini e dei ragazzi, che non possono uscire, frequentare la scuola, fare la loro vita. Ho nel cuore tutte le famiglie, specie quelle che hanno qualche caro ammalato o che hanno purtroppo conosciuto lutti dovuti al coronavirus o ad altre cause. In questi giorni penso spesso alle persone sole, per cui è più difficile affrontare questi momenti. Soprattutto penso agli anziani, che mi sono tanto cari.
Non posso dimenticare chi è ammalato di coronavirus, le persone ricoverate negli ospedali. Ho presente la generosità di chi si espone per la cura di questa pandemia o per garantire i servizi essenziali alla società. Quanti eroi, di tutti i giorni, di tutte le ore! Ricordo anche quanti sono in ristrettezze economiche e sono preoccupati per il lavoro e il futuro. Un pensiero va anche ai detenuti nelle carceri, al cui dolore si aggiunge il timore per l’epidemia, per sé e i loro cari; penso ai senza dimora, che non hanno una casa che li protegga.
È un momento difficile per tutti. Per molti, difficilissimo. Il Papa lo sa e, con queste parole, vuole dire a tutti la sua vicinanza e il suo affetto. Cerchiamo, se possiamo, di utilizzare al meglio questo tempo: siamo generosi; aiutiamo chi ha bisogno nelle nostre vicinanze; cerchiamo, magari via telefono o social, le persone più sole; preghiamo il Signore per quanti sono provati in Italia e nel mondo. Anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore. Questo ci vuole oggi: la creatività dell’amore.
Celebriamo in modo davvero insolito la Settimana Santa, che manifesta e riassume il messaggio del Vangelo, quello dell’amore di Dio senza limiti. E nel silenzio delle nostre città, risuonerà il Vangelo di Pasqua. Dice l’apostolo Paolo: «Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro» (2 Cor 5,15). In Gesù risorto, la vita ha vinto la morte. Questa fede pasquale nutre la nostra speranza. Vorrei condividerla con voi questa sera. È la speranza di un tempo migliore, in cui essere migliori noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. È una speranza: la speranza non delude; non è un’illusione, è una speranza.
Gli uni accanto agli altri, nell’amore e nella pazienza, possiamo preparare in questi giorni un tempo migliore. Vi ringrazio per avermi permesso di entrare nelle vostre case. Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Dite loro che il Papa è vicino e prega, perché il Signore ci liberi tutti presto dal male. E voi, pregate per me. Buona cena. A presto!

Richiesta da parte della Caritas parrocchiale

La Caritas della Parrocchia sta raccogliendo i punti Esselunga per poter acquistare buoni spesa da utilizzare per le numerose famiglie in difficoltà, in questo periodo di emergenza sanitaria.

Potete fare la donazione dei punti online, dai 500 punti in su, dal proprio profilo: la mia fidaty/donazioni oppure presso il supermercato, sulla tessera n. 0 400188639243. Non appena si ristabilirà il consueto approvvigionamento proveniente dai Parrocchiani e Condomini della parrocchia, verrete avvisati dell’interruzione della raccolta punti. Per eventuali chiarimenti potete contattare Patrizia cell 3201567695
Vi ringraziamo in anticipo
Don Mario e la Caritas


Carissimi parrocchiani, da parte della nostra Caritas vengono richiesti con urgenza i seguenti prodotti:

olio, tonno, pomodori pelati/passata di pomodori, legumi, caffè, zucchero, formaggini in scatola, marmellata, dadi, carne in scatola, succhi frutta, latte.

La Caritas è aperta ogni sabato mattina; tuttavia i prodotti possono essere consegnati nella sacristia della chiesa tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Grazie. Albertina

Testo integrale dell’omelia pronunciata da Papa Francesco il 27/3/2020

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

San Pietro, 27.3.2020

Interventi del Parroco don Mario

10 aprile 2020 – Venerdì Santo

Carissimi parrocchiani,
la mattina del Venerdi Santo è la stessa che vedeva non pochi di noi presenti nel battistero dove era allestito il cosiddetto Scurolo, raccolti prima nella preghiera liturgica delle Lodi mattutine e poi nella preghiera personale.
In questo Venerdì Santo manca lo Scurolo e mancate anche voi ma non è mancata la preghiera!
Mi sento però di confessarvi un po’ di tristezza che afferra il cuore e la mente, ma è una tristezza che non mi abbatte e che, anzi, offro a Gesù sulla Croce per la nostra parrocchia, per il futuro della nostra parrocchia: perché libera da tutte le resistenze degli uomini e illuminata dallo Spirito santo, percorra un cammino che la renda luogo in cui imbattersi nell’amore di Dio e solo in esso.
Invito tutti voi che insieme a me avete a cuore la parrocchia di S. Maria Nascente al QT8 a pregare e a offrire per questa stessa ragione.

 

5 aprile 2020 – domenica delle Palme

Carissimi parrocchiani, entriamo oggi nella Settimana santa.
Ieri sera davanti all’Eucarestia ho chiesto per tutti noi la grazia , in questa settimana santa, di volgere e tenere fisso lo sguardo al volto di Cristo.
Che il Signore ci conceda di distogliere lo sguardo da noi stessi, da quel che facciamo, da quelli che riteniamo essere i nostri meriti per volgerlo a Lui.

 

2 aprile 2020

“Mai un uomo ha parlato cosi” (Gv. 7,44). Sono le parole che leggiamo nel Vangelo di oggi.
Non possiamo non trovarle così attuali, così pertinenti, così vere. Ancor di più se pensiamo alle tante parole che che andiamo a cercare o che ci raggiungono in questi giorni dai giornali, dai notiziari della TV, che ci raggiungono sui nostri cellulari… parole che non poche volte avvertiamo quasi inutili, addirittura fastidiose.
In mezzo a un simile turbinio di parole, come si impongono queste poche del Vangelo che la Liturgia ci fa ascoltare: “Mai un uomo ha parlato cosi”.
Oggi è anche l’anniversario della morte di san Giovanni Paolo II. Risentiamo anche lui e preghiamolo per noi:
https://www.youtube.com/watch?v=HiopmrHsk68

 

1 aprile 2020

Ti ascolti il Signore nel giorno della prova, *
ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Ti mandi l’aiuto dal suo santuario
e dall’alto di Sion ti sostenga.

Con queste parole iniziava il primo salmo dei vesperi che noi sacerdoti abbiamo recitato ieri sera ( il salmo 19) . L’ho avvertito tanto attuale e a nome dei presenti e di tutti, ho reso queste parole una preghiera innalzata davanti al Signore presente nel santissimo sacramento

Ascoltaci Signore nel giorno della prova
e oggi è giorno della prova
Proteggici tu che ci riveli e manifesti il nome di Dio.
Da questa chiesa che per la tua presenza diventa santuario di Dio venga l’aiuto
a noi che siamo qui davanti a te,
a coloro che in questo santuario sono soliti trovarsi per innalzare le tue lodi
a tutti quelli le cui case sorgono attorno a questo santuario.
Sostienici.

 

30 marzo 2020

Oggi abbiamo iniziato l’ultima settimana di Quaresima.
Sicuramente per me, ma credo anche per la stragrande maggioranza di noi, mai è capitato di vivere la Quaresima come ci è accaduto di viverla quest’anno. Non ci è passata sopra testa come in genere accade.
Forse non è stato proprio volontario, ma di certo un digiuno quaresimale lo abbiamo fatto;
il digiuno della nostra istintività…
il digiuno di tanti rapporti… e relazioni
il digiuno di tante parole…
e se mai fosse accaduto che questi digiuni ci avessero fatti sentire in una sorta di… solitudine, sono certo che proprio essa ci abbia aiutato ad avvertire noi stessi, DAVANTI al MISTERO, come poche volte ci accade. In modo proprio essenziale.

30 marzo, ore 21.30

Questa sera ero un po’ triste perché in chiesa eravamo proprio in pochi. Probabilmente la pioggia ha trattenuto a casa anche i più fedeli.
Prima di impartire la quotidiana benedizione, mi sono rivolto ai presenti dicendo: ”Questa sera siamo proprio in pochi , però vi chiedo una cosa: pensate a tutte le persone che desiderereste vicine a voi in questo momento a ricevere la benedizione di Dio… Inutile dirvi – continuavo – che io sto pensando a tutti i parrocchiani.

 

29 marzo 2020

Carissimi parrocchiani, voglio condividere con voi su queste pagine del sito della parrocchia, quanto mi sono trovato a leggere questo pomeriggio davanti al S.S. Sacramento, esposto anche oggi, come sempre nella nostra Chiesa: si tratta del messaggio del nostro Arcivescovo per la pasqua. L’ho trovato bello, vero, consolante; soprattutto l’ho avvertito come di grande aiuto nel vivere la fede che ci è stata donata, la stessa fede chiesta alle sorelle di Lazzaro. Quella fede che davvero fa la differenza nel vivere quotidiano… sempre e in particolare in questi tempi.
Il messaggio Lo si trova certamente in internet; ma voglio essere io a farvelo conoscere.

SCARICA >> Mario Delpini – La potenza della Sua Resurrezione

La nostra chiesa nel pomeriggio di domenica 29 marzo

 

28 marzo 2020

Questa mattina ho iniziato la S. Messa avendo impressa nella mente l’immagine del Santo Padre che percorre lo scivolo che lo conduce all’altare allestito in piazza San Pietro. Solo, affaticato, quasi claudicante; fragile… un “nulla” rispetto a ciò che si accingeva a fare… un “nulla” di fronte alla tempesta che sta avvenendo ma – pensavo – quella apparente fragilità e quella apparente impotenza nelle quali non possiamo non riconoscerci, in realtà sono segno della grandezza dell’uomo che sta davanti a Dio, quando sta davanti a Dio.
In quell’uomo, il Papa, solo, fragile, mi sono ritrovato io personalmente e ho voluto ritrovare tutti i miei parrocchiani che, durante la Messa, ho poi condotto con me davanti a Cristo che si offriva sull’altare per tutti noi.

 

27 marzo 2020

Ho assistito in TV alla preghiera del Papa.
In quei momenti, ho avvertito di essere parroco come non mi era mai accaduto prima e avrei voluto poter parlare a tutti i miei parrocchiani per far loro sapere che sono vicino a loro nella preghiera in modo particolare in due momenti della giornata: quando celebro la s. Messa, e il pomeriggio davanti al Ss. Sacramento.