Racconti al tempo del coronavirus

Vi invitiamo ad inviare dei pensieri di condivisione e speranza su come stiamo vivendo questi giorni, al fine di aiutarci a rimanere in comunione ed edificare il nostro cammino. Chi volesse può inviare il proprio contributo a don Alessandro ([email protected]).

****

Una considerazione che facciamo in tanti è che credevamo di avere tutto sotto controllo e invece la realtà ci dice che non è così. Tra noi cristiani diciamo sempre che siamo fragili e impotenti, ma in fondo in fondo crediamo alla nostra capacità e bravura di far andare avanti le cose, e quello che sta accadendo ci disorienta. Per me all’inizio di questa situazione è stato così, ma poi mi è venuta subito la necessità di cercare i volti degli amici che mi testimoniano la presenza del Signore che mi fa compagnia e di aderire alle occasioni di preghiera in chiesa o in tv, come bisogno di affidarmi a Qualcuno di più grande che mi fa momento per momento e ha a cuore la mia vita. Ora sono isolata in casa, ma il fatto che non possa più portare avanti nemmeno i progetti “buoni” come la caritativa, la comunione agli anziani ammalati, il pacco ai bisognosi, mi fa riconoscere ancora di più che tutto è Suo. E’ una strana Quaresima dove non sono stata io a scegliere “il fioretto” ma dirgli di sì porterà a un bene, perché mai come adesso sono vere le parole “senza di Me non potete fare niente” però posso pregare per quelle persone, cioè fare la cosa più necessaria.

Patrizia